venerdì 1 ottobre 2010

"Visione : Origine e potere. Energia attraverso le Generazioni.

Titolo dell'opera : Memoria
Descrizione opera
categoria : megawatt
codice :8684
tecnica : pittura olio


La visione da luogo alla percezione diretta, che è basata sul campo del flusso ottico.
Attraverso la percezione acquisiamo informazioni sull'ambiente circostante e le ricordiamo utilizzando tali informazioni acquisite nel passato per agire nel presente.
La memoria che è strettamente collegata alla visione, non è una forma di percezione ma una forma di azione.
Partendo da un'esperienza estetica come l'opera Memoria, provo ad invertire le fasi come se la percezione dipendesse dalla memoria.
Un percorso a ritroso dove possiamo datare la nostra sosta per una proficua analisi. La data proposta e quella del 4 maggio 1954 quando viene adottata all' Aja una "convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato". Sappiamo che gli atti ed eventi della vita hanno uno scenario naturale e artificiale ( Architettura ); lo scenario
architettonico è una "decorazione" continua per ciò che è successo. Tali eventi storici hanno una cornice: la memoria che non da adito ad improbabili interpretazioni. Noi ci troviamo sempre davanti a fenomeni di percezione, un esempio può essere la torre Eiffel, che fu rifiutata dagli intelletuali e poi molto più tardi fu inserita dai pittori nei loro dipinti impressionisti. L'architettura é riuscita a riflettere quasi tutte le forme di comunicazione.L'opera è visione completa di imprenscidibilità tra arte e vita che va a risvegliare primariamente la memoria per illuminare il "dato" trasmesso,determinando, attraverso la percezione che agisce sulla nostra sensibilità, il ri-vivere l'evento fondante.
Qual'è quindi il motivo della nostra sosta, nel nostro viaggio a ritroso?
Il 4 maggio 1954 per scongiurare la distruzione dei beni culturali all'Aja viene adottata una convenzione - con l'utilizzazione positiva del negativo, l'opera Memoria definisce col disegno un linguaggio, un sistema di segni che con il loro valore pongono coloro che "ricordano" nella stessa situazione di impotenza davanti al fatto compiuto:
"l'imprevisto" che trova nella rappresentazione del carapace di una tartaruga una duplice possibilità d'interpretazione
- la coriacetà del "guscio", la tensione delle linee costruttive, difesa dall'imprevisto
- la fragilità della "decorazione" negli "scuti"(squame che compongono il carapace),come scenario naturale e artificiale, supporto agli eventi della vita.
Il rifiuto del tempo reale, (nel comportamento istintivo della tartaruga ) è nella memoria collettiva in quanto i meccanismi di ripetizione degli eventi disturbanti che non necessariamente sono eventi bellici fanno riflettere sull'eterno conflitto con il tempo, sulla insopportabilità e malessere della storia; così da avere una nuova visione della storia e l'energia che si propaga dai beni culturali e dalle persone possa aiutarci alla trasformazione e realizzazione di nuove idee.
commento all'opera Lino Ruiu

cliccare sul titolo per visionare l'opera

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