lunedì 21 settembre 2015

Sir Alfred Hitchcock regista e le apparizioni contestualizzate.


Sir Alfred Hitchcock regista.
Consapevole di rendere partecipe il pubblico e sebbene non appaia in tutti i film, Hitchcock è consapevolmente spettatore contestualizzato, per le sue apparizioni nei film, prima che regista.
Le apparizioni di Hitchcock non sono da considerare apportatrici di messaggi subliminali, sono invece da considerare camei/apparizioni della sua figura ovvero dei sigilli straordinari in opere di sua creazione, da qui il concetto di film-opera d’arte così inteso come coesistenza dell’opera e del suo creatore perpetuata attraverso l’apparizione del regista nelle situazioni di marginalità apparente; perciò ritenuta genericamente, apportatrice di messaggio subliminale. D’altra parte ciò consiste, in ciò che il pubblico si aspetta, ingannando se stesso, di non vivere la finzione del film; per cui il film è finzione e lo spettatore, avulso dal contesto, starebbe a guardare ciò che sarebbe estraneo alla sua realtà; ma giacché i suoi camei o apparizioni sono presenti in quasi tutti i film, il regista vuole direzionare l’attenzione sulle problematiche affrontate nel film, dove le storie spesso rispecchiano fatti di cronaca. È da considerare inoltre che sarebbe ritenuta fondamentale la persona del regista a integrazione del film nel suo essere contestualizzato nell’opera, in altre parole egli stesso vive nell’opera, per evitare ogni forma di ambiguità sull’origine delle storie narrate e scelte di regia, in altre parole si espone di persona nella finzione. Tutte le opere in cui, non appare Hitchcock, avrebbero patito quel processo di trasformazione mediatica, per cui, il regista sarebbe stato ricordato come un nome nella presentazione dei film; invece Hitchcock, sebbene non appare in tutti i film, è ricordato come presenza nel non apparire; si deduce che l’idea fondante sta nel comunicare che l’opera è valida ed è ricordata perché azione valida è quella di Hitchcock regista, nella specificità della regia: azione del dirigere non a eludere possibili imitazioni di altri registi, ma come monito sulla specificità del vivere come persone la realtà contestuale dei film, nonché come spettatori. In conclusione, niente a che fare con i messaggi subliminali.
Cordiali saluti Lino Ruiu

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