mercoledì 7 ottobre 2015

Proverbi napoletani


Proverbio napoletano: 'O nobile scaruto s'appoia  i perucchio sagliuto '

trad. italiano: Il nobile decaduto si appoggia al pezzente arricchito.

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Proverbio napoletano:  Dicètte ‘nu sapùto: Nun c‘e peggio ‘e ‘nu perucchio sagliuto!

trad. italiano: Non c'è nulla di peggio di un pezzente arricchito.

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nei proverbi menzionati per pezzente s'intende :

[...] "quella nobiltà, spesso pezzènte. ma sempre fastosa e che preferiva soffrire la fame in casa pur di sfoggiare in pubblico con cocchi e altre gale" (B. Croce).

fonte: treccani Vocabolario on line www.treccani.it

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Proverbio napoletano: O ricco le more 'a mugliera, o pezzente le more o ciuccio

trad. italiano: Al ricco muore la moglie, al povero muore l'asino.

nel proverbio menzionato per pezzente s'intende: [...] persona molto povera, che vive in condizioni di estrema miseria [...]

fonte: treccani Vocabolario on line www.treccani.it

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Proverbio napoletano: i pezzent’ attaccan’ ‘a povera gente

trad. italiano: I pezzenti attaccano la povera gente. 

nel proverbio menzionato per pezzente s'intende persona vile, di scarso valore:

la condizione per cui il vile ( da viltà (ant. viltade e viltate) s. f. [lat. vilĭtas -atis «scarso valore» fonte treccani Vocabolario on line www.treccani.it ),  attacca le persone presunte indifese per umiltà di origine e di condizione sociale, oppure, di riflesso, per escludere la possibilità che vengano scoperte le proprie origini.



Cordiali saluti Lino Ruiu




Quando le guerre sterminavano vite umane quanto le malattie.
Questa è una domanda che mi è stata posta di sovente. Rispondo in base a ciò che ho studiato, mi è stato descritto e ho percepito.



1. È da sfatare che ci sia un’antica rivalità tra napoletani e piemontesi, perché i medesimi bandirono i Borboni che avevano ridotto sul lastrico i napoletani per via dei tributi, quindi ai medesimi, pur annettendo il Regno delle Due Sicilie al Regno Sardo-Piemontese, sbrigarono una brutta faccenda che si trascinava dai tempi dell’uccisione di Masaniello.

2. Il problema dell’antico rancore, tanto vetusto non è, infatti, si rese effettivo quando i Savoia non fecero niente per contrastare, a Napoli come in altre città, la dittatura. Si ricordi Umberto II, che viveva principalmente estraneo alla politica attiva, essendo isolato, dallo stesso regime, in una condizione di distanza. Così nacque il rancore, che andò pian piano attenuandosi quando i napoletani videro che il problema diventò una complicazione per tutta l’Italia. Ovviamente la città Napoli, non è tutta la Campania, e certamente si deve ragionare come se l’Italia fosse ancora composta di tanti piccoli stati, perché così era percepita l’Italia dalla gente secondo gli aiuti che erano elargiti come segno di progresso.
3. Nel 1860, anno dell’annessione del Regno delle Due Sicilie al Piemonte i Savoia stavano là per regnare, e quindi se differenza esiste, essa era di sostanza e non meramente d’immagine. Si comportarono meglio dei predecessori Borboni? Certamente, apportarono notevoli cambiamenti nell’industria, nell’agricoltura e nel commercio. Ciò fu possibile in seguito allo sviluppo industriale che caratterizzò il Regno delle Due Sicilie sin dal 1856 e poi per l’annessione che sancì il fluire d’ingenti capitali verso il sud. Differente era la percezione del regno dei Borboni nelle altre province Campane. Addirittura si diceva che sottraessero denari attraverso i tributi dei napoletani, per investirli in altre province, arricchendo così, le medesime.
Furono ispirate e sostenute forme di brigantaggio.
4. Si può dire senza indugio che gli stessi napoletani fossero brutalmente trattati dai Borboni, e i Savoia resero loro quella svolta che il napoletano Masaniello tentò ancor prima di dare, contro la brutale pressione fiscale imposta dal governo vicereale spagnolo, senza riuscirvi. Infatti, il ribelle fu addomesticato e condotto verso una vita da benestante: fu fatto arricchire cercando di fargli dimenticare i motivi per cui si era ribellato, in altre parole, alle brutalità cui era stata sottomessa la popolazione. Egli forse stette alle condizioni per rendersi conto delle ragioni del dominatore, fin quando non ebbe da rendersi conto di essere sulla pericolosa via del suo omicidio. Per Masaniello tutto ciò che era imposto dal governo vicereale, doveva essere additato al pubblico disdegno, perché ottenuto dall’imposizione brutale dei tributi e questo non piacque al viceré. Tantissime le famiglie napoletane sterminate perché non pagavano i tributi. Infatti, fu fatto passare per pazzo, sbeffeggiato dai soldati del governo e poi ucciso dai medesimi per volere del viceré.
Certamente, le dominazioni hanno reso i dominati più consapevoli di quanto sia stato triste raggiungere la libertà dopo secoli di dominazione e guerre.  
Cordiali saluti Lino Ruiu



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