lunedì 23 maggio 2011

della professione di HSE sulla piattaforma

Le rispondo brevemente. Il periodo trascorso sulla piattaforma (trattasi di rigassificatore offshore o per meglio dire terminale di rigassificazione Adriatic Lng, situato nel Nord Adriatico), é stato, intensivo: 12 ore di lavoro continuativo, dalle 18.30 alle 6.30 del mattino successivo e circoscritto ad il solo periodo autunnale, solo fase CONSTRUCTION ( processo di costruzione e assemblaggio infrastrutture), dell'anno 2008. Le cito la fase, per farle capire che si tratta di cantieri speciali, dove la figura professionale RSPP ( Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)forse, é più adatta ad altri cantieri.HSE significa anche avere molte più responsabilità.La mia funzione di HSE é stata di assistere come addetto alla sicurezza di cantiere, durante le fasi lavorative, le squadre di lavoro ( formate da operai, in genere specializzati ). Per rispondere alle sue domande devo precisare che essendo, gli operai italiani, in numero esiguo, sulla piattaforma si parlava quasi esclusivamente inglese; per meglio dire i superiori spiegavano le fasi lavorative in inglese e solo successivamente venivano resi partecipi gli operai del lavoro da eseguire. Le squadre, a cui venivo assegnato erano, in genere composte da operai di altra nazionalità con perfetta conoscenza della lingua italiana. Un superiore laureato, ingegnere, spiegava le fasi lavorative in lingua inglese, e consegnava noi, i permessi di lavoro per le lavorazioni. Io, come addetto alla sicurezza di cantiere, avevo il compito di seguire le squadre nelle fasi lavorative ( da quando iniziavano il lavoro sino alla fase conclusiva). Non ho mai verbalizzato nessuna disattenzione perchè non si sono mai verificate in mia presenza anche quando sono stato consigliato di verificare, ne ho mai bloccato i lavori. Non ho mai conosciuto chi si occupasse della sicurezza come mio superiore, nel senso chi prendesse decisioni in merito alla cernita del personale.Non conosco i parametri in base ai quali avvengono tali scelte. E' logico dedurre che non so le motivazioni per cui,alcuni HSE, sono stati confermati per le fase successiva, coincidente con il periodo invernale e l'anno successivo. Praticamente, devo precisare che per addetto alla sicurezza ed essere operativo sulla piattaforma, s'intende: colui che, diplomato (non ne ho la certezza perché alcuni HSE erano solo diplomati), ha conseguito la certificazione e superato il corso di addestramento e sopravvivenza. E' evidente che il numero iniziale di unità richieste e registrate (ovviamente parlo di HSE) era, forse, spropositato rispetto al numero di squadre di operai.Per rispondere alle sue domande:ero l'unico HSE laureato in architettura ma, evidentemente in base alla mia esperienza lavorativa sulla piattaforma, non conta essere laureati nelle materie affini alle lavorazioni (cioè essere architetto o ingegnere),per esercitare la professione di HSE. Il diploma,la certificazione HSE e il successivo addestramento abilitavano allo svolgimento della professione di HSE sulla piattaforma.Alcune eccezioni:erano presenti HSE con laurea differente dalla laurea in architettura o ingegneria. Non erano presenti figure professionali dirigenziali di sesso femminile, tantomeno nelle squadre di operai. Si da per scontato che prima di affrontare il corso addestramento e sopravvivenza a Pavia, siamo stati sottoposti ad una serie di analisi del sangue, della vista, dell'udito e vaccinazione antidiftotetanica.Non credo siano aperte posizioni lavorative nel sito citato, può sempre tentare come RSPP.Non vorrei diffondere errate convinzioni, ne illuderla, purtroppo del lavoro su piattaforma si favoleggia.Per me é stato più importante mantenere un comportamento dignitoso e diplomatico.Spero d'essere stato esauriente. Ecco il link dove può trovare i campi di applicazione e interesse avvalorati dalla presenza di molti importanti HSE Health and Safety Executive: http://www.hse.gov.uk/index.htm . Molte grazie e buon viaggio. Con osservanza. Lino Ruiu

mercoledì 18 maggio 2011

Il rapporto tra architettura e politica?

ciao, non ricordo, ho molte conoscenze, se dovessi ricordarmi di tutti sarei enciclopedico. E' il motivo per cui distinguo le conoscenze dalle amicizie. Credo che il tuo nome, così particolare l'avrei ricordato.Scusa la mia perplessità nell'esprimere un giudizio. Credo sia vero, ma non so quali siano le priorità per il comune di Cagliari. Il museo Betile con molta probabilità non verrà costruito, ed è ovvio che non realizzare il museo é una scelta discutibile per una serie di ragioni. Il concorso era a procedura aperta e non " a inviti" quindi potevano partecipare tutti gli architetti. Il rapporto tra architettura e politica?L'architettura non é un gioco enigmistico, vale il suo carattere propositivo e il suo intento dichiarativo; perdere la rara occasione di realizzare un'interessante opera dell'arch.Hadid é segno di noncuranza. Credo siano problemi legati a particolari decisioni.Molto spesso le scelte urbanistiche, purtroppo, coincidono con le scelte politiche. Credo di si. Il tuo discorso é inappuntabile e a tal proposito ecco il link dell'ultima opera dell'Hadid, inaugurata nel 2011, http://europaconcorsi.com/projects/163786-Guangzhou-Opera-House. Secondo me un'opera di nuovo principio urbanistico e continuità nel design di Zaha Hadid Architects. Molte grazie. Distinti Saluti. Lino Ruiu

Proverbio

Dice un proverbio: Quando i figli sono accordati dai propri genitori,   …e anche quando essi   venissero colti dall’eterno ripo...