martedì 20 settembre 2011

Decreto Ministeriale 6 luglio 2010 Determinazione del numero dei posti disponibili per i corsi finalizzati alla formazione di Architetto

20/09/2011

il numero dei posti disponibili per il corso - Scienze dell’Architettura é inferiore rispetto al corso - Architettura

la risposta alla sua domanda:
il link:

http://attiministeriali.miur.it/media/150369/tabelle%20_def_posti_architettura.pdf

la risposta alla sua domanda:
"(L'adempimento delle attività formative indispensabili riportate nella tabella relativa alla laurea in Scienze dell'Architettura è requisito curricolare inderogabile per l'accesso ai corsi di laurea magistrale nel settore dell'Architettura e dell'Ingegneria edile- architettura.
Gli atenei possono istituire corsi di laurea magistrale nel settore dell'Architettura e dell'Ingegneria edile- architettura, a ciclo unico quinquennale, ai sensi dell'art. 6 comma 3 del D.M. 270/04; in questo caso i crediti minimi indispensabili restano definiti dalla somma (ambito disciplinare per ambito disciplinare) dei crediti minimi precedenti e di quelli riportati nella tabella relativa alla classe delle lauree in Scienze dell'Architettura.)"


la risposta alla sua domanda:
credo sia sufficiente citare le parole di un'allieva

facoltà di architettura corso: Architettura
Sono una studentessa del corso di laurea in architettura: è pazzesco
gli orari dei corsi ,obbligatori , sono impossibili:
dalle 9.00 alle 18.00
quando studio?
dicono che i corsi annuali erano pesanti
é cambiato qualcosa?
il lavoro si accumula e completare le tavole in tempo, per gli appelli d'esame é impossibile
sto impazzendo : (


la risposta alla sua domanda:
Il suo può essere argomento di massima preoccupazione, quindi "meglio distinguere", perchè essere comprensivi, significa anche accettare un'amicizia oppure una collaborazione, imposta dalla condizione universitaria, per scopo di esercitazione. E' sempre "meglio distinguere" le conoscenze e amicizie dell'ambito universitario perchè sono finalizzate alla collaborazione e alla comunanza d'intenti (che al momento opportuno possono mancare, oppure possono dar luogo ad un "combattimento tra avversari", come mi cita "per sete di conoscere" ),
con una separazione netta, nelle frequentazioni, dalle amicizie esterne all'ambito universitario.Quest'ultime si attengono ad una base di fermezza e autorispetto che rimane costante nel tempo e possono aiutare ad adottare una decisione, un'iniziativa, una scelta; a dare la giusta importanza alle opinioni, che le conoscenze occasionali, possono avere nei nostri confronti e del nostro lavoro, mosse da "ansia costruttiva".
E' logico dedurre che la generalità dei casi é inapplicabile alla propria vita privata.
Cordiali Saluti. Lino Ruiu


il nuovo indirizzo: linoruiuarchitetto@gmail.com

giovedì 8 settembre 2011

Il diritto allo studio dov’è finito ?

Lino Ruiu - Italy      Il diritto allo studio dov’è finito ? 06/09/2011 Test d’ingresso all’Università. Secondo me é un modo poco "incoraggiante" che tende ad esaltare 'interessi' culturali incrociati e al contempo generalizza quello che è il vero problema: l'aspetto culturale dell'iscrizione all'Università e il rapporto docenti allievi.Se l'iscrizione all'Università é una scelta che implica un'obbligazione, nel segno della continuità, é logico concludere, che per l'ingresso all'Università dovrebbe essere ripristinato l'ingresso libero. Sappiamo che la conoscenza non può essere condizionata, e per tal motivo che credo sufficiente ovviare a tale propedeuticità e seguire a porre in essere delle prove selettive pre e intercorso, durante il primo anno accademico per accertare con rinnovato interesse le attitudini e la componente culturale per cui l'allievo s'iscrive all'Università. La partecipazione può essere limitata con un tetto massimo d'iscritti per corso universitario, ad esempio max 250 allievi per singolo corso o materia, con test d'ingresso pre-corso adeguato alla singola materia e prove intercorso durante il primo anno per constatare la componente partecipativa e culturale dell'allievo. Il test d'ingresso può allargare le divisioni sociali. Cordiali Saluti. Lino Ruiu

martedì 6 settembre 2011

i test d'ingresso all'Università

Lino Ruiu - Italy
05/09/2011
i test ufficiali a livello nazionale sono di media difficoltà. Sono per il modello francese, quindi se non riuscisse a passare il test le consiglio di trasferirsi in Francia. Il sistema universitario francese offre a tutti i candidati la possibilità di frequentare il primo anno: ogni Università organizza, al termine del primo anno aperto a tutti, un concorso di selezione (regolato ogni anno da un numero chiuso di posti), che apre la via agli studi in medicina. Non deve affrontare i test d'ingresso; le rinunce sono tante. Dove si potrebbero collocare i novanta mila candidati italiani? La Francia secondo lei? Se non passa il test, inizi subito un corso di francese, abitui se stessa alla conversazione, si trasferisca e s'informi, veda un probabile trasferimento come la permanenza da fuori-sede in un'altra città italiana.
Le auguro di realizzare i suoi desideri. Cordiali saluti. Lino Ruiu

Proverbio

Dice un proverbio: Quando i figli sono accordati dai propri genitori,   …e anche quando essi   venissero colti dall’eterno ripo...